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Prefazione di Bapak Muhammad Subuh Sumohadiwidjojo al suo poema e libro

Susila Budhi Dharma

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Per illustrare il contenuto di questo libro la cosa migliore è che, innanzi tutto, Bapak spieghi le condizioni in cui gli esseri umani possono ricevere il contatto con la Grande Vita, la cui fonte è, di fatto, il Potere di Dio Onnipotente.

È chiaro che Dio è potente ed eccelle di gran lunga sull'uomo in ogni cosa poiché, in verità, Egli è il Creatore dell’umanità, del cielo e della terra. Quindi, l’uomo è soltanto una cosa creata, priva di potere di fronte al suo Creatore.

Poiché tale è la condizione reale, l’uomo non può con il cuore e la mente comprendere e riflettere sulla Natura e sul Potere di Dio. Questa è la ragione per cui ogni qualvolta si cerca di trovare una via che possa condurre al contatto con la Grande Vita s’incontrano difficoltà lungo il cammino, se non si è addirittura costretti – non avendo un'anima [jiwa] cosciente – a vagare in altre direzioni, che altro non sono che i miraggi dell’immaginazione, del cuore e della mente.

Cosí l’uomo, nel ricercare la natura dell’adorazione che possa metterlo in contatto con la Grande Vita, deve, innanzi tutto, arrestare il lavorio dell’immaginazione e del pensiero, in tal modo paralizza le nafsu [passioni] e sottomette la propria capacità e la propria saggezza umana: obbedisce e si abbandona con completa sincerità a Dio che governa in lui.

Ciò non è nuovo, poiché già in passato seguendo questa strada gli uomini trovarono un contatto con questa qualità e la percepirono interiormente. Perché allora oggi non sono molti coloro che conservano tale contatto? La ragione deriva dal continuo cambiare, qui sulla Terra, con il succedersi delle generazioni, della condizione del genere umano, sicché molti sono facilmente influenzati dalle sempre mutevoli condizioni che devono affrontare, in particolare da quando a poco a poco la mente ha sviluppato la propria scienza. In un certo senso, ciò ha facilitato la caduta del senso interiore dal regno della pace a quello del pensiero. Di conseguenza, il sé umano è sempre piú dominato dal pensiero anziché dalla tranquillità del senso interiore e, in fine, con le emozioni e il cervello sempre in azione, il senso interiore quasi piú non ha la possibilità di vivere in pace.

Certamente gli uomini devono pensare, poiché il pensiero è uno strumento importante con cui impegnarsi per soddisfare le necessità della vita e renderla ordinata. Ma per avere consapevolezza della vita spirituale [kejiwaan] ed entrare di nuovo in contatto con la Grande Vita, il pensiero non serve, è inutile. Al contrario, occorre invece fermare il processo mentale e quello immaginativo. Soltanto cosí l’essere umano può ricevere il contatto che è al di là della sua comprensione, che suscita in lui una vibrazione di energia che egli percepisce dentro il sé. Quindi, è chiaro che l’unico modo di entrare in contatto con la Grande Vita, o con il Potere di Dio, è abbandonarsi completamente e con sincerità. Ma tale abbandono non deve essere soltanto a parole, bensí penetrare in tutto il senso interiore fino a fare percepire davvero all’uomo di credere, di lodare, di adorare nessun altro all’infuori di Dio Onnipotente.

Nello stesso momento in cui l’uomo può realmente far questo, egli si sentirà privo di potere e, tuttavia, completo e cosciente. In altre parole, si sentirà privo di potere perché le forze della passione, del desiderio e del pensiero lo avranno lasciato; completo, poiché il suo senso interiore sarà colmato di qualcosa che viene dalla Grande Vita; cosciente, giacché la sua anima umana sarà risvegliata.

Cosí è, se l’uomo è in grado di far ciò nel modo corretto; ma se, nel suo sforzo di progredire, continua a usare il pensiero perché lo considera uno strumento superiore a ogni altra cosa, allora difficilmente può sperare nella possibilità del contatto con la Grande Vita.

Questa verità è stata spesso affermata da coloro che in passato ricevettero la Forza Vitale mentre erano qui sulla Terra. Essi dissero che l’unico e il solo modo per l’uomo di avvicinarsi al Potere Divino è acquietare il proprio sentimento interiore con completa pazienza, fiducia e sincerità.

È questo un requisito assoluto perché, in realtà, tale dono di Dio può soltanto essere ricevuto da coloro il cui senso interiore è colmo di sottomissione, pazienza, fiducia e sincerità di fronte alla Sua Grandezza.

Queste sono le parole di Bapak per tutti coloro che desiderano leggere questo libro. Le spiegazioni nelle pagine seguenti mostrano la via della vita spirituale che s'incontra nel ricevere il latihan.

In ultimo, Bapak spera che il senso interiore di coloro che leggono questo libro venga aperto da Dio Onnipotente, cosicché essi siano in grado di sinceramente adorarLo. Bapak spera anche che i lettori lo perdonino se qualche cosa che ha detto è fuori luogo.

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